Donne abruzzesi in costume ballano il saltarello a Cerqueto di Fano Adriano (TE). Foto di Profeta Di Profeta.

1) Donatella Di Pietrantonio: scrittrice, dottoressa. Nata ad Arsita (TE), ha vissuto a L’Aquila e poi a Ponne, la capitale di lu monne, dove risiede tuttora. Ha vinto il Premio Brancati nel 2014 per “Bella mia” e il Premio Campiello 2017 per lo splendido romanzo “L’Arminuta”.

2) Lola Di Stefano. Nata a Bussi sul Tirino nel 1920, fu “La maestra più brava del mondo”. Il 19 gennaio 1954 a Bussi, un errore di collegamento tra una tubatura ed una cisterna portò alla fuoriuscita di 4 tonnellate di cloro liquido, che si trasformò subito in gas tossico. Alcune tracce del gas verde raggiunsero la vicina scuola elementare. La maestra Di Stefano – abruzzese forte e gentile – non si perse d’animo, tappò la bocca dei bambini con stracci di fortuna e li portò in salvo – andando più volte avanti e indietro – su una vicina collinetta. Quando tutti i ragazzi furono al sicuro si accasciò a terra e una settimana dopo, a soli 34 anni, morì intossicata. A lei è stata da poco dedicata una statua nel suo paese, oltre a varie scuole in Abruzzo e nel Lazio.

3) Elena Sangro (Vasto, 5 settembre 1897 – Roma, 26 gennaio 1969), attrice e regista. Fu una delle donne più fregne della sua epoca, amante di D’Annunzio che se ne intendeva… “Elena, il tuo madore è una rugiada / stillante sopra uno stillante miele. Un alito d’amor sopra una spada? / O Spada dell’arcangelo Ariele! Ma il céspite che l’ìnguine t’infiora / non è come l’ascella dell’Aurora? Piacente sopra te, quanto mi piaci! /”. Diva assoluta del cinema muto, divenne inoltre una delle prime registe italiane e, in vecchiaia, lavorò con Fellini.

4) Giuliana Toro, coniugata Lóngari (Popoli, 6 febbraio 1943). Proprio lei, la signora Longari che vinse 13 milioni di lire al “Rischiatutto” di Mike Bongiorno grazie alla sua clamorosa conoscenza della storia romana. Rimase celebre la battuta di Mike quando la signora, dopo na freca di puntate, venne eliminata: “Ahi, ahi, signora Longari, lei mi cade sull’uccello”. #frechetengulo

5) Filomena (Memena) Delli Castelli (Città Sant’Angelo, 28 settembre 1916 – Pescara, 22 dicembre 2010). Insegnante e politica. Prima sindaco donna d’Abruzzo, eletta nel 1946 con sole altre 21 donne all’Assemblea Costituente, partecipò alla stesura della carta costituzionale che ha reso l’Italia una Repubblica democratica.

6) Maria Federici (L’Aquila, 19 settembre 1899 – Roma, 28 luglio 1984), politica. Fu insieme a “Memena” nelle 21 donne della Costituente, ma non solo: insieme a sole altre 4 donne fece parte della “Commissione dei 75”, il gruppo che scrisse e progettò attivamente la Costituzione Italiana.

7) Giovanna Milli detta Giannina (Teramo, 24 maggio 1825 – Firenze, 8 ottobre 1888), scrittrice, poetessa, educatrice ‘ngazzosa. Fu amica di Alessandro Manzoni (che la volle a casa sua nel 1859, e si commosse sentendola “poetare”), Francesco De Sanctis, Luigi Settembrini, Giovanni Prati e tante altre “celebrità” dell’epoca. Lottò per l’Unità D’Italia in giro per lo stivale, partecipando ai più importanti salotti letterari, scrivendo opere di educazione storica e civile, facendosi ascoltare nei maggiori teatri italiani. Venne inoltre considerata la più grande poetessa improvvisatrice della sua epoca.

8) Sabina Santilli (San Benedetto dei Marsi, 29 maggio 1917 – San Benedetto dei Marsi, 12 ottobre 1999). Una “normale” (avrebbe detto lei) sordocieca abruzzese, fondatrice della “Lega del filo d’oro”. Il Venerdì Santo del 1924 Sabina perde vista e udito a causa di una meningite; non lo accetta, per oltre due anni continua a vivere come sempre, parlando pochissimo (gli amici la chiamano “Montone”) e negando a se stessa la sua malattia; a 10 anni diventa la prima alunna dell’istituto per ciechi Romagnoli di Roma; impara il Braille a 11 anni; a 20 anni è una donna autonoma: stira, cucina, lavora, studia e invia lettere… invia na freca di lettere dalla sua casa di San Benedetto in tutta Italia per scovare altri sordociechi e per creare una “rete”; il 20 dicembre del 1964 Sabina fonda la Lega del Filo d’Oro – ONLUS, la più importante associazione italiana – ancora oggi – che si occupa dei sordociechi e dei pluriminorati psicosensoriali.Sabina è la prima presidente della lega ma non solo: è la prima sordocieca in Italia a stipulare un atto legale e ad assumere una carica sociale.

«In buon italiano non si usa dire sempre “persone sordocieche”, perché si sa che i sordociechi sono persone».

Sabina Santilli. #nolechiacchiere

9) La signora di Montefino (Contrada Manzitti). Le donne abruzzesi, purtroppo, non sempre sono riuscite a diventare “famose”; per motivi economici, storici, culturali e… agricoli: ma non bisogna diventare famosi per essere delle persone straordinarie. Nel gennaio 2017, durante la crisi neve, dei poliziotti portarono dei viveri ad un’anziana signora dopo una settimana di isolamento. Lei, stupita ma seria, disse semplicemente ad uno dei suoi aiutanti: “MO T’ARDING LI SOLD”, ed entrò nella leggenda. #nzitosce

10) Le nonne e le mamme abruzzesi. Le assi portanti della famiglia, le vere femmine della sctoria. Non si potrebbe dormire, non si potrebbe mangiare, non si potrebbe imBarare, non si potrebbe vivere senza di loro. #punDo

BONUS:  Ernestina di Giulianova. Studiosa, farmacista… strega. Ernestina, figlia di un pescatore e di una massaia, nasce a Campli nel 1598, e si trasferisce pochi anni dopo a Giulianova. Cresce nella povertà più totale, ma ha una viva intelligenza e cerca di studiare nei pochi libri che riesce a trovare in giro. A 17 anni, su consiglio della zia materna Berenice, ostetrica del paese, decide di imparare le arti dell’alchimia e della farmacia, per aiutare “quelli come lei”. Salvò la vita a molti suoi pazienti grazie a delle prodigiose “pozioni” medicinali… Ma nessuno di questi disse niente quando venne condannata al rogo e bruciata viva per stregoneria, a soli 21 anni, insieme alla figlia appena nata.

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