Statte zitte. Su le soglie
del lido non odo
parole che dici italiane;
ma odo parole più strane
che parlan dialetti e lingue
lontane.

Sti a capì? Piove
dalle nuvole basse.
Piove sul lungomare
fregno e sul molo,
piove sulla statale
e s’allaga lu sottopasse;
piove sulle pecore
divine,
sulle fornacelle corvine
e sulle onde lesche,
piove sulle tedesche
mbusse e fresche,
piove sulle pinete
silvane,
piove sulle nostre
genziane
che l’anima schiudon
novelle,
sulle pazzità belle
che t’illusero,
che t’illudono,
O Ernesctina.

L’ha semBre fatto:
la pioggia cala
sulla solitaria radura,
fra il pesce e la paura,
e varia nell’aia,
seguendo le galline
più grosse, più piccine…
Shhhh! Si cuoce sana
lentamente la porchetta
e sembra perfetta
la croscta profana.

E la palma è calma,
e il pino sornione,
ma il vecchio zezzone
perde bussola e mappa:
‘sciccise la zappa.

E immersi
noi siamo nella uazza
mattutina,
nei prati rossi come na tazza
di ratafià;
e tuo nonno non ci sta
e i tuoi capelli scossi
dalla pioggia
e dal vento
commossi si celan nei fossi
della marina;
o creatura ‘mbapitina
che hai nome
Ernesctina.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here