ROCCAMONTEPIANO – Più di 5000 condivisioni sulla pagina per il video di Rocco de la Rocche, che l’anno scorso ci concesse queste dichiarazioni in esclusiva (pubblicate originariamente su “Il Martino – Quotidiano Marche e Abruzzo”).

“Salve sono Rocco Donatucci, l’autore della telefonata alla centralinista della TIM di Bari.
Volevo dare delle spiegazioni sulla suddetta telefonata. Innanzitutto mi scuso con tutti i call center, perché loro non fanno altro che svolgere il proprio lavoro, anche se spesso ci chiamano ad ora di cena… A dire il vero spesso mi diverto a prenderli in giro, perché ormai l’insistenza è diventata ossessione.
Non era mia intenzione diventare famoso o essere considerato il nuovo “messia abruzzese”, ma volevo semplicemente far riflettere sullo status attuale della nostra società. Purtroppo quando arrivano le calamità naturali e le disgrazie, come è successo in Abruzzo in quest’ultimo periodo, tutti ne siamo colpiti in qualche modo. Nella telefonata mi sono immedesimato in quell’abruzzese di mezza età, forte, pieno di principi morali del vecchio secolo, che non conosce gli imbrogli e gli inganni della società moderna. Quel personaggio è il tipico abruzzese che nel momento del disagio non attacca chi dovrebbe risolvere il problema (“li file streppate e lu pale”) ma – considerata la gravità della situazione – si mette a disposizione con i propri mezzi, non si arrende e affronta con armonia e generosità ogni difficoltà, mostrando forza, coraggio e disponibilità.
Il dottore macellaio che capisce la carne è un personaggio irreale, e l’ho menzionato per evidenziare la disoccupazione giovanile: spesso bisogna arrangiarsi nel fare dei lavori secondari rispetto alle proprie competenze per vivere. Molti di questi giovani sono anche felici del lavoro di ripiego e quindi vanno rispettati.
La telefonata finisce con la cordialità e l’ospitalità che – cascasse il mondo – ogni abruzzese ha nelle vene; racchiude un mix di valori che noi tutti abruzzesi abbiamo nel DNA, ma che spesso la società e la routine giornaliera ci offusca: è stata spontanea, realmente accaduta, le parole mi sono venute al momento. Sono un abruzzese fiero di contenere tutti questi valori, fiero di essere della “Rocca” (che ora tutti sanno essere Roccamontepiano) e sono fiero di essere un “Cinquinello”, soprannome della mia famiglia… Con simpatia, Rocco de li cinquinell.”

Telefonata da Roccamontepiano

A lungo abbiamo atteso un nuovo messia abruzzese dopo le leggende invernali. Eccolo qua, grazie al lavoro di Fabrizio Fagnani, in un nuovo video da consegnare ai posteri, con una seconda parte epocale.Il signore di Roccamontepiano ("La rocche" CH), il palo della luce, LU SPARTANEVE, il macellaio che fa anche il dottore perché CAPISCE LA CARNE, la centralinista barese e tante altre cose…Buon ascolto e grazie a tutti quelli che me lo hanno inviato.

Pubblicato da L'abruzzese fuori sede su lunedì 6 marzo 2017

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